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PREFAZIONE                                                                  15

          6·11. Questo viene fatto in due successive note [6]. Una di Augusta Gandini "Dalla
        Chicago Pile ai reattori della prossima generazione". L'altra di Maurizio Cumo "Reattori
        e tecnologie nucleari: Lo sviluppo nel mondo" . - In queste note si sottolinea l'impetuoso
        sviluppo dell'energia nucleare a partire dalla prima pila, e si indicano gli orientamenti
        attuali per uno sviluppo sicuro dei reattori e di ogni sorgente nucleare, sulla terra, nel
        mare e, presto, nello spazio. Il problema della sicurezza dal pericolo della radioattività e
        degli incidenti è qui trattato da due autori che hanno dedicato a questo tema molti anni
        intensi di studio e ricerca.
          Sono questi due lavori che ci introducono alla attuale situazione nel mondo dell'energia
        nucleare, come ai gravi problemi della necessità di una equa distribuzione dell'energia
        ra i Paesi, della quale gli uomini hanno un crescente bisogno. Forse possiamo dire che
        le due strade, la via pratica dell'energia nucleare e la via della ricerca fondamentale, che
        confluirono entrambe per storica fatalità nelle stesse due mani di Enrico Fermi, oggi sono
        tra loro piuttosto distinte.
          Ritornando al campo della ricerca fondamentale, Ugo Amaldi, nell'ultima parte della
        sua nota, ci parla delle scoperte che discendono dal lavoro della precedente generazione,
        arrivando ai "Punti focali della ricerca d'oggi". Questa è una utile sintesi aggiornata, che
        ci aiuta a comprendere che siamo ancora lontani, nel campo delle particelle e dei nuclei,
        da un quadro definitivo. Abbiamo raggiunto nuovi pianori, e scalato alte montagne.
        Le nuove scoperte alimentano la nostra curiosità di sapere. Siamo ghiotti per essa (mi
        i perdoni il termine dantesco) ma forse una meta finale è ancora lontana. A queste
        domande ed a questa problematica è anche dedicata parte della nota di Jacob e Maiani [6].
          Qui termino la parte nucleare, fondamentale ed applicata, e vado alle ultime lezioni
        di Enrico Fermi, commentate da Renato Angelo Ricci.

          6·12. Renato Angelo Ricci. - "Le ultime lezioni di Enrico Fermi" [6]. Questa nota
        non si inserisce nella linea per unità di argomento, come è naturalmente avvenuto con
        le altre. Infatti essa è un ricordo degli ultimi anni di Enrico Fermi in Italia e della sua
        ampia attività di lezioni e di conferenze su argomenti diversi della fisica contemporanea.
        Ricci ricorda nella sua nota anche l'attività didattica di Enrico Fermi nelle sue ul-
        time opere, quali "Nuclear Physics", del 1949-1950, e la breve e quasi profetica opera
        Elementary Particles" del 1951. Sono libri che restano ancora negli scaffali di oggi,
        non negli archivi della fisica. Infatti, come Ricci ricorda, in vari luoghi, le idee generali
        in essi contenute sono di valida guida anche oggi per chi vuole avviare alla ricerca gli
        tudenti di fisica. Sono lezioni che anch'io ho ricordato agli studenti di fisica negli anni
        ottanta-novanta, per quel modo universale di Fermi di inserire uno specifico problema
        nel quadro generale della fisica.
        Le riproduzioni riportate da Renato Ricci delle note e degli appunti di Fermi scritti
        di sua mano in quegli ultimi anni sono documenti diretti della sua costante ricerca di
        intesi e di chiarezza.
          Al punto 3 della sua nota, Ricci parla delle ultime lezioni di Fermi a Varenna, nel
        1954, alla Villa Monastero, sul lago di Como. Ben riporta, Renato Ricci, la bella pagina
        di Fermi nella sua lezione sullo spin isotopico, inventato da Heisenberg. La lezione
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